GLI STABILIMENTI NOVAGUM
Prossimamente la sede unica

lo stabilimento sorgerà presso un prestigioso complesso sito in Schio,
detta la Manchester d'Italia per la sua gloriosa storia nel settore tessile.
La sede sorgerà in una locations di archeologia industriale del 1860.
Il lanificio originario fu fondato nell'area a Nord-Ovest del centro abitato di Schio, in prossimità della Roggia Maestra da piccolo imprenditore artigiano.
Il prospetto principale del lanificio si sviluppa lungo Via Riboli attraverso una lunga palazzina di due piani edificata tra il 1893 ed il 1897 intonacata con un vivace colore giallo e forata da numerose finestre rettangolari. La sezione centrale del fabbricato, un tempo sede degli uffici amministrativi, è interrotta dall'elegante corpo con tetto a capanna, orologio e raffinato poggiolo in legno; esso definisce l'ingresso principale del lanificio. Il portico d'accesso è nobilitato da lapidi commemorative ed allegoriche.

Il portico da accesso al vasto cortile, concluso verso nord da un piccolo giardinetto dove è collocato un busto bronzeo di Luigi Cazzola, principale artefice dei successi del lanificio. Dietro il giardinetto si sviluppa un corpo di fabbrica (l'antico reparto finissaggio) con finiture in cotto e grande terrazzone un tempo utilizzato per asciugare i panni lavorati.

Sul lato est del prospetto principale si sviluppa un ulteriore edificio che costeggia prima e sormonta poi la Roggia Maestra. Questi padiglioni, che ospitavano i magazzini e lo spaccio, sono caratterizzati dalle numerose finestre incorniciate in laterizio, dal grezzo intonaco tinta ocra e dalle lesene rossastre. Un suggestivo scorcio permette di vedere la uscita allo scoperto di due bracci distinti della roggia che si ricongiungono proprio di fronte a questi edifici. All'interno dell'area del lanificio, lungo il corso della Roggia Maestra, si trova il locale con le turbine originali ed il sistema di chiuse ancora integro.

Ad ovest si forma il basso fabbricato costituito da campate seriali con tetto a capanna costruite in cotto e pietra locale, con finestrella circolare ed aperture a piattabanda ribassata; da questi edifici si sviluppa l'antica ciminiera in cotto, rinforzata da cerchiaggi metallici. Nelle immediate vicinanze i locali della falegnameria con tetto a capriate lignee, la centralina elettrica, il deposito per le attrezzature antincendio d'epoca, il basso edificio per il deposito delle biciclette degli operai.

Il più vasto ambiente del lanificio infine, destinato un tempo a garzatura, filatura, ritorcitura e tessitura, consiste in un edificio a shed strutturato in diciannove campate scandite all'interno da colonnine in ghisa, travature in legno e soffittatura lignea.

Sulla spinta determinata dalla presenza del Lanificio Rossi, oltre all'elegante villino padronale fatto costruire in prossimità della fabbrica a inizio novecento su modelli vicini al liberty - edificarono lungo via Riboli una serie di case a schiera per le maestranze del lanificio, riprendendo in scala ridotta